Backscape

RvB Arts è lieta di invitarvi a BackScape, la mostra bi-personale di Fabio Imperiale e Kristina Milakovic, che si inaugura la prossima settimana con un doppio vernissage: giovedì 7 febbraio e venerdì 8 febbraio, dalle 18 alle 22 in Via delle Zoccolette 28 a Roma, in associazione con l'Antiquariato Valligiano.Fino al 26 febbraio.

 

Video della mostra del 2019
presso la galleria RvB Arts delle opere di
Fabio Imperiale e Kristina Milakovic.
Fotografie di Pierluigi Di Pietro;
video realizzato da Zsófia Hajnal Goda.

 

PREZZI OPERE

 

 

RvB Arts è lieta di invitarvi a

BACKSCAPE

la mostra bi-personale di

FABIO IMPERIALE
KRISTINA MILAKOVIC

Vernissage e cocktail
giovedì 7 e venerdì 8
febbraio 2019
dalle 18 alle 22

Via della Zoccolette 28
Roma

La mostra resterà aperta fino a
martedì 26 febbraio.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30;
domenica e lunedì chiuso.

Curatrice e organizzazione:
Michele von Büren di RvB Arts
Testo Critico: Luisa Grigoletto

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COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare BackScape, la mostra bi-personale di FABIO IMPERIALE e KRISTINA MILAKOVIC.

Il titolo è una fusione delle parole inglesi “back” (schiena) e “landscape” (paesaggio). In un intreccio di analogie e divergenze, Imperiale e Milakovic instaurano un dialogo a distanza fatto per immagini che si snodano tra corpo e paesaggio. Il duro terreno di montagna si mescola con la suadente flessuosità di una schiena, la morbida chioma acconciata, ricca di riflessi, si contrappone a un’esplosione di chiazze di colore stratificate. Le tele dei due artisti possono allora essere viste da una parte come finestre sul macrocosmo naturale e dall’altra come specchi sul microcosmo umano: dal loro incontro e scontro, tra antropomorfizzazione della natura e organicità dell’umano, emerge una cosmogonia complessa e poetica, tutta immersa nel silenzio. Annullati i margini, ogni cosa fluisce nel tutto: la forma si perde e i confini tra mondi si confondono.

Nato a Roma nel 1981, Fabio Imperiale ha studiato come grafico pubblicitario prima di cambiare direzione dedicandosi alla pittura. Imperiale si dedica al mondo femminile per indagarne il lato fragile e sensibile. Utilizzando una cromia sommessa su fondi di colore che sembrano trattenere le tracce del tempo, le immagini affiorano, come ricordi, dal bitume o dal caffè. Il corpo emerge come manifestazione di un gusto, come un territorio fragile e potente, di bellezza inarrivabile che pretende silenzio, pazienza e volontà. Come una montagna alta, di roccia sottratta al ghiaccio, che da tempo l’artista ha cominciato a indagare nella sua arte.

Kristina Milakovic nasce a Belgrado nel 1976 da una famiglia di artisti. Si diploma alla Scuola Superiore di Architettura, frequentando corsi di scultura e iconografia Bizantina. Dal 1996 vive in Italia, dove intraprende gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente si sposta a Roma dove consegue il diploma di laurea in pittura. Con estrema e ricercata sapienza, Milakovic delinea territori indefiniti, provenienti dalle zone più recondite del suo stesso immaginario, e li immerge in un’atmosfera plumbea e onirica. Con il dualismo che spesso ha contraddistinto il suo lavoro, annulla e nasconde la forma, per poi restituirla a tratti, quasi con violenza, suscitando un sentimento di magia straniante che è puro lirismo cromatico.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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BackScape

Ad un primo sguardo, le opere di Fabio Imperiale (Roma, 1981) e Kristina Milakovic (Belgrado, 1976) sembrano appartenere a due dimensioni completamente separate e opposte. Ma questa antitesi è solo apparente, e di carattere puramente formale – da un lato il figurativismo, dall’altro l’astrazione. In realtà, i due artisti sono collegati da un sentire comune, che emerge potentemente nel punto di incontro e confronto rappresentato da BackScape; il neologismo stesso celebra la fusione tra “back”, schiena, e “landscape”, paesaggio, i due elementi che caratterizzano l’estetica di Imperiale e Milakovic.

In un susseguirsi di rispondenze e dissonanze, Imperiale e Milakovic instaurano un dialogo a distanza fatto per immagini che si snodano tra corpo e paesaggio, il tutto costellato da continui rimandi alla dimensione del ricordo e della memoria. Le tele dei due artisti possono essere viste da una parte come finestre sul macrocosmo naturale e dall’altra come specchi sul microcosmo umano. Il paesaggio, le cui forme sembrano assumere a tratti le connotazioni del riflesso, rispecchiano un vissuto interiore, e, a loro volta, i corpi di donna, visti di spalle, nella loro inafferrabilità e sinuosità, rimandano all’enigma della natura. Un invito a seguire il ritmo delle curve che si rincorrono, come fossero colline, sulla scia di stati d’animo che si inseguono: la morbida chioma acconciata, ricca di riflessi, fa da contrappunto ad un’esplosione di chiazze stratificate di colore metallico. Dal loro incontro e scontro, tra antropomorfizzazione della natura e organicità dell’umano, emerge una cosmogonia complessa e poetica, tutta immersa nel silenzio.

In particolare, la dimensione di temporalità sospesa avvolge e accomuna le opere di Milakovic e Imperiale. I paesaggi di Milakovic, con le loro colature, dove il sotto e il sopra a volte sembrano confondersi, rimuovono ogni riferimento architettonico preciso e identificabile; anche l’impressione che a volte si prova – come di osservare un luogo attraverso una finestra appannata – contribuisce a sottolinearne la componente emotiva (propria del ricordo) piuttosto che quella realistica. L’impossibilità di mettere a fuoco completamente uno spazio familiare (quindi esplorato e mappato) se non per brandelli recuperati dalla memoria, ritorna anche nell’estetica di Imperiale. Sfuggenti, le donne ritratte si sottraggono al contatto visivo con l’osservatore: nella vulnerabilità dei loro corpi nudi, con le spalle rivolte all’osservatore, invitano ad avvicinarsi con delicatezza, come in punta di piedi, come se custodissero un segreto che, anche quando svelato, resterebbe comunque incomunicabile, incomprensibile e inafferrabile nella sua natura più profonda.

Luisa Grigoletto

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