Massimo Pulini

Massimo Pulini (Cesena, 1958) è titolare della Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Da più di tre decenni svolge un’intensa attività artistica, che lo ha portato ad allestire mostre personali in musei italiani, francesi, inglesi e spagnoli. Nel 2000, invitato da Maurizio Calvesi, ha allestito una propria installazione nella mostra Novecento alle Scuderie del Quirinale.

La carriera artistica di Pulini inizia nei primi anni Ottanta quando prende parte a mostre curate da critici come Calvesi, Italo Tomassoni e Italo Mussa che sono all’origine di gruppi variamente definiti come Anacronisti, Ipermanieristi o Pittura Colta. Abilità pittoriche di stampo tradizionale e attenzioni alla storia dell’arte creano un mix che ha un forte appeal in un mondo critico e artistico che sta riscoprendo mezzi espressivi ormai abbandonati e si sta incanalando verso un ritorno alla figurazione. La sua ricerca personale ha varie stagioni e si distingue anche per l’utilizzo di differenti mezzi espressivi, ma costanti rimangono i suoi interessi nei confronti della storia della pittura e della memoria. 

Numerose sono le sue partecipazioni a mostre collettive e tra quelle personali si segnalano quelle a Villa Adriana di Tivoli (1997), al Palazzo della Pilotta di Parma (1999), alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea del Comune di San Gimignano (2003), le antologiche della Saline Royale di Besançon (1997) e all’Istituto Italiano di Cultura a Londra (2006). Tra i lavori di maggiore impegno dimensionale si citano la decorazione della volta di una delle stanze degli appartamenti papali in Vaticano (2002) e il velario del Teatro Bonci di Cesena.

Nelle ultime opere, recentemente esposte anche al Museo Diocesano di Massa, Pulini fa omaggio al potere misterioso e dinamico delle parole e delle immagini quali fattori fondativi nella vita dell’autore. Utilizzando lastre di vetro e di plexiglass, l’artista ha condotto un primo ciclo di 105 opere dipingendo quattro alfabeti – latino, greco, ebraico e arabo, “le colonne del mondo nel quale sono nato e vissuto”, come lui stesso ci dice.

Le raffigurazioni di base corrispondono ai grandi generi della storia pittorica, sono ritratti, nudi, nature morte e paesaggi, un repertorio che Pulini ha frequentato anche nella sua lunga esperienza di storico dell’arte, che lo ha fatto divenire specialista dell’epoca barocca. Le lettere si fondono con i soggetti rappresentati, creando un insieme inedito. L’accostamento di queste due dimensioni, immagine e parola, apporta un nuovo significato e apre a ulteriori narrazioni.

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