Posts Tagged Bato

MANI

venerdì, maggio 11th, 2018

Michele von Büren di RvB Arts presenta la mostra collettiva MANI, prima edizione Manualità Armonia Narrazione Italiana. Con le opere di Bato, Leonardo Blanco, Lorenzo Bruschini, Lucianella Cafagna, Chiara Caselli, Alessio Deli, Fantini, Andrea Gallo, Gianlorenzo Gasperini, Vittorio Iavazzo, Arianna Matta, Claire Piredda, Nicola Pucci, Massimo Pulini, Vera Rossi, Alessandro Sicioldr e Luca Zarattini. Vernissage e cocktail: giovedì 24 e venerdì 25 maggio 2018 dalle 18.00 alle 22.30 RvB Arts - Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma Antiquariato Valligiano - Via Giulia 193, 00186 Roma la mostra resterà aperta fino a sabato 22 settembre orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

Michele von Büren di RvB Arts presenta

MANI

MANUALITA’
ARMONIA
NARRAZIONE
ITALIANA

Vernissage e cocktail
giovedì 24 maggio
venerdì 25 maggio
dalle 18 alle 22:30

Via delle Zoccolette 28
Via Giulia 193
00186 Roma

con le opere di


Bato    Leonardo Blanco    
Lorenzo Bruschini    Lucianella Cafagna
Chiara Caselli    Alessio Deli    
Fantini    Andrea Gallo
Gianlorenzo Gasperini    
Vittorio Iavazzo    Arianna Matta
Claire Piredda    Nicola Pucci    
Massimo Pulini    Vera Rossi
Alessandro Sicioldr    Luca Zarattini

 

la mostra resterà aperta fino a
sabato 22 settembre
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30;
domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione:
Michele von Büren di RvB Arts

Testo critico: Luisa Grigoletto

 

. . . . . . . . . .

COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare MANI, acronimo di Manualità Armonia Narrazione Italiana. Questa mostra inaugura e allo stesso tempo corona un progetto a lungo termine della galleria: la creazione di un’identità incentrata sui giovani artisti in cui il rapporto con le radici nella tradizione artistica italiana e i suoi “mestieri” è sempre fonte di nutrimento, senza per questo abbracciare una posizione “passatista”.

La galleria ha cercato, negli anni, di individuare gli artisti che, ognuno per suo conto, lavoravano con questi presupposti e di raccoglierli all’interno di un progetto comune, nonostante le differenze generazionali e stilistiche. La prima edizione di MANI consolida così i punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio:

MANUALITÀ intesa come capacità tecnica e il recupero del “mestiere”;
ARMONIA intesa come desiderio di riportare al centro dell’arte l’emozione, per raggiungere anche quel pubblico vasto e variegato che spesso si sente alienato dall’arte contemporanea; ma anche come capacità di far convivere in un unico progetto linguaggi così eterogenei;
NARRAZIONE intesa come predilezione del racconto, forma espressiva capace di favorire la connessione tra opera e fruitore;
ITALIANA in quanto l’immaginario degli artisti coinvolti si è formato in questo paese, diventando parte fondante della loro ricerca.

Le successive edizioni di MANI si terranno con cadenza annuale a maggio. Con il ripetersi della manifestazione, la galleria si propone di fare un riassunto annuale dei suoi artisti più rappresentativi di questo progetto.

MANI è inoltre la manifestazione della ricca e sempre più apprezzata attività di talent scout di Michele von Büren, gallerista e curatrice di RvB Arts. Molti dei suoi artisti hanno infatti vinto premi e partecipato a eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti condivisi dalla critica e dal mercato. Questa prima edizione include sia artisti che hanno collaborato con la galleria dal suo inizio, che talenti emergenti individuati recentemente.

Per questa edizione 2018, anniversario del suo decimo anno di attività, la galleria propone artisti già ben noti al suo pubblico romano come il pittore e scultore Bato, fresco del successo della personale Jungle; Lorenzo Bruschini, il cui lavoro coniuga la dimensione del sogno e del mito; la pittrice Lucianella Cafagna, annoverata tra i venti artisti contemporanei più rilevanti del panorama italiano dall’Enciclopedia Treccani; la fotografa Chiara Caselli, appena rientrata dalla Biennale di Fotografia di Mosca, unica italiana accanto a Jodice, Berengo Gardin e Marsili Libelli; Fantini, che partecipa con le sue sculture in bronzo e pietra normalmente esposte esclusivamente a Parigi e in Olanda; Andrea Gallo, vincitore del Young At Art 2015 e con un’opera nel Museo di Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende; Gianlorenzo Gasperini, le cui opere sono state parte della collezione permanente dell’Opera Gallery di New York; Arianna Matta, pittrice romana appena conclusa la sua prima personale a Parigi; Claire Piredda, scultrice che fa uso di argilla grezza di Calcata, antico borgo dove vive e lavora; Vera Rossi, selezionata quest’anno per una personale alla Mia Photo Fair di Milano con la galleria Antonia Jannone e adesso artista della Galleria Forni di Bologna; e Luca Zarattini, giovane pittore vincitore di premi tra cui Premio Niccolini 2016, Basilio Cascella 2011 e Zingarelli 2010, e finalista al Premio Lissone 2014.

La mostra comprende anche i due giovanissimi talenti Alessandro Sicioldr, che ha già partecipato a mostre a New York, Parigi, Bruxelles, Dublino e Valencia, e lo scultore napoletano Vittorio Iavazzo, che presenterà per la prima volta le sue figure umane di cartapesta a grandezza naturale commissionategli dalla RvB Arts per MANI.

Nicola Pucci invece torna in galleria con nuove opere che confermano la forza di un lavoro che ha attirato l’attenzione di mercanti d’arte come Larry Gagosian, e di intenditori come lo è stato Carlo Bilotti, rinomato collezionista d’arte. Lo scultore Alessio Deli, che ha opere collocate in vari spazi pubblici italiani, partecipa con le sue sculture realizzate mediante l’assemblaggio e la modellazione di materiali riciclati; mentre Leonardo Blanco (2^ Biennale d’Arte di Pechino 2005 e Biennale di Venezia 2009), vincitore di numerosi premi e concorsi con opere in mostra permanente nella Repubblica di San Marino e all’estero, presenta le sue opere avvolte con le resine industriali.

In questa occasione ci sarà anche la partecipazione di Massimo Pulini, artista e storico dell’arte, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, attualmente Assessore alla Cultura del Comune di Rimini. Ha esposto in sedi pubbliche italiane e internazionali tra cui le Scuderie del Quirinale, Villa Adriana di Tivoli, la Galleria Nazionale di Parma e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Jungle

venerdì, marzo 9th, 2018

RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma JUNGLE, con le opere di Bato. Vernissage e cocktail, giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018, dalle 18 alle 22. In via delle Zoccolette 28 e via Giulia 193, a Roma. Orario galleria. Chiuso domenica e lunedì. Fino a sabato 12 maggio 2018.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

Bato

JUNGLE

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
Via Giulia 193
00186 Roma

La mostra è stata prolungata fino a  sabato 19 maggio  .
Orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts.

. . . . . . . . . .

COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare JUNGLE, la mostra personale del artista romano BATO che va dalla pittura alla scultura al disegno.

Nella ricerca pittorica di Bato persiste da qualche tempo un particolare interesse per la natura, in quanto fonte inesauribile di forme e colori. Con Jungle, Bato intende indagare le affinità strutturali che legano l’uomo e gli animali. Focalizzando la sua ricerca sugli abitanti della giungla, Bato traccia il suo personale bestiario, un immaginario surreale che trae ispirazione dalla lettura di numerose fonti scientifiche e dalle opere di alcuni scrittori d’avventura, tra cui Rudyard Kipling e Emilio Salgari. Le forme naturali che appaiono ai nostri occhi sono destrutturate e reinterpretate. Segni netti che mostrano il potere spietato e crudele della natura sono a volte posti a contrasto con un’intensità e una dolcezza cromatica che ne colgono il dramma.

Con Jungle l’indagine di Bato si spinge oltre, affiancando alla pittura la realizzazione di alcune opere scultoree. Mentre sulla tela evidenzia la dinamica delle forme e dei colori dei soggetti rappresentati, nella scultura i volumi che le contengono. È la prima volta che Bato espone in una mostra le sue opere plastiche, ma l’interesse per la scultura lo appassiona già da quando, appena ventenne, frequenta la bottega del maestro Alfiero Nena, da cui apprende molte delle tecniche utilizzate.

BATO nasce nel 1977 a Roma, dove attualmente vive e lavora. Durante i suoi studi liceali e universitari Bato è alla costante ricerca di stimoli e idee, sperimentando anche altri mezzi espressivi. Vive pienamente la realtà culturale della sua città, ma intraprende anche diversi e lunghi viaggi in Europa, Asia e Sud America. Conseguita la laurea in Lettere e Filosofia decide di seguire la sua vocazione di sempre dedicandosi completamente alla pittura.

Lo stile di Bato si caratterizza per la sua capacità di non rinunciare alla forma ma trasformarla in segno, un segno rapido e incisivo che contrasta con tenui e morbide sfumature di colore. Le forme che emergono con estrema leggerezza su una superficie bianca sono tracce di una realtà percepita ed elaborata. Paesaggi, personaggi, avvenimenti e ricordi di viaggio sono le fonti d’ispirazione a cui attinge per creare le sue composizioni.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

. . . . . . . . . .

JUNGLE

Bestiarum vocabulum proprie convenit leonibus, pardis, tigribus, lupis et vulpibus canibusque et simiis ac ceteris, quae vel ore vel unguibus saeviunt, exceptis serpentibus. Bestiae dictae a vi, qua saeviunt.

(Il termine «bestie» spetta propriamente ai leoni, ai pardi, e tigri, ai lupi e alle volpi, ai cani e alle scimmie, e altri, che infieriscono o con la bocca o con gli artigli, non ai serpenti. Le bestie prendono nome dalla violenza con la quale infieriscono).
Isidoro di Siviglia (560 ca.- 636), Etymologiae

Nel Medioevo, i bestiari erano delle opere didattico-divulgative a carattere simbolico, allegorico e moralizzante, che raccoglievano e mescolavano conoscenze scientifiche e naturalistiche con credenze religiose e popolari, assieme a creazioni favolistiche e fantastiche sul mondo animale. Eredi dei trattati zoologici dell’antichità e della tarda antichità (tra cui le Etimologie di Isidoro da Siviglia), costruirono, tra il XII e XIII secolo, un vero e proprio genere letterario: tali enciclopedie cristiane permettevano di interpretare le meraviglie del creato in chiave edificante.

Con Jungle, la ricerca di Bato prende spunto da questa tradizione, per indagare le affinità strutturali che legano l’uomo e gli animali. Focalizzando la sua ricerca sugli abitanti della giungla, Bato traccia il suo personale bestiario contemporaneo, che si nutre di spunti tratti dalla lettura di numerose fonti scientifiche e dalle opere di alcuni scrittori d’avventura, tra cui Rudyard Kipling, Emilio Salgari e Herman Melville.

La sua tassonomia delle bestie – che include orsi, scimmie, tigri, marabù, leoni, gorilla, mandrilli e coccodrilli – sembra seguire in modo quasi letterale la definizione di Isidoro di Siviglia, per cui la bocca rappresenta il simbolo distintivo dell’aggressività e ferocità delle creature. Ed è proprio quest’elemento ad essere sempre presente nelle opere di Bato: con un tratto guizzante e sinuoso, lega così in modo indissolubile il mondo animale a quello umano sotto il segno dell’istinto e della spietatezza, passando dall’analogia all’omologia, grazie alla libera associazione delle forme. Anche le piante – spettatrici innocue solo in apparenza – rivelano spinose insidie.

Ad accentuare la violenza del soggetto concorrono l’eleganza del segno e la scelta cromatica, rarefatta in colori caldi e brillanti, impiegati in modo non realistico e stesi su vaste campiture bianche. Nonostante il senso di apparente immediatezza che le tele comunicano, il processo creativo di Bato prevede elaborati studi, schizzi e bozze, che gli permettono di creare una composizione equilibrata e armonica nella sua essenzialità, come se si trattasse di un’improvvisazione calcolata che non lascia spazio a ripensamenti.

Se le opere su tela vanno nella direzione della semplificazione e dello svuotamento della forma, fino a ridurla al suo contorno, le sculture – un nuovo capitolo della ricerca artistica di Bato – ne rappresentano invece la controparte volumetrica, con evidenti richiami tra i due.

Comparando le versioni dello stesso animale eseguite con materiali diversi quali la cera, la resina acrilica bianca, il bronzo, ed il ferro battuto (lavorato a metodo diretto, per aggiunte), riusciamo a scoprire ogni volta accenni nuovi e diversi, come se stessimo indagando un soggetto con lenti differenti. Qui il segno sembra abbandonare la natura eterea propria delle opere pittoriche e farsi concreto e tridimensionale, pur mantenendo la stessa flessuosità e il carattere impressionistico.

Con Jungle, Bato attinge ad un immaginario surreale per creare un microcosmo abitato da una nebulosa di creature: in questa stratificazione di forme ed immagini, oscilliamo tra l’animale e l’umano, sulle tracce di un’orma e l’arco di una bocca.

Luisa Grigoletto

. . . . . . . . . .

LA BESTIA RARA
a proposito di ‘Jungle: la mostra personale di Bato’

Quando penso a qualcosa di giunglesco, penso a Salgari.
In pratica funziona così: tu prendi una cosa, una qualsiasi cosa, e poi la salgari, e quella ti si ingiungla all’istante. Si ode un ruggire di tigri brunite, le fronde s’intasano di uccelli e primati, spiagge assolate, tamburi tonanti, liane e imboscate.
E poi un verde forte che sgocciola ovunque e inghiotte tutte le cose.
Da qui il mio stupore nell’aver appreso che Bato è scomparso proprio nella giungla!
Ma cosa diavolo ci fa Bato, che nell’ultima puntata s’era dato alla macchia, tra gli artigli e le ali, gli agguati striscianti e le fughe improbabili, i corni puntuti e le dita opponibili, e tutto quel verde intricato e infestante?
Vuole cambiare bevande?
Dalle misture marroni di caffè a quelle alla foglia di thè?
Così, tanto per dare una bella prima mano di verde?
Bato però sembra ridere di quello che ci aspettiamo da Bato, si prende sacco a pelo e machete, e sulla soglia della selva esclama:
“Torno alla figura.”
Boom.
Me l’ha detto la Lenzi, disperata al telefono.
“Ha detto proprio così, vammelo a riprendere, Frà!!”
“C’è una taglia?”
“Quindici guinee”
Bene, potevo starci…
Allora mi faccio prima un bel giro, poi chiamo un paio di volte la Sciarelli, poi sento che si dice tra i vicolacci bui della lurida Roma.
Mi sveglio l’ennesimo mattino e sono ancora a Pietralata, e più tempo passo qui, più mi indebolisco, mentre Bato diventa più forte ogni minuto che passa accucciato nella giungla.
Lo vedevo, tra le liane e le belve e le altre creature.
Lo avrei trovato, lui o qualche bestia rara, indicibile, misteriosa.
Rimedio finalmente un passaggio da uno zatterone a motore che risale l’Aniene e su lungo il Tevere; e approdo infine a Ponte Sisto, per raggiungere via delle Zoccolette, dove l’hanno visto l’ultima volta.
Metto piede dentro, e due belve feroci incastonate nel ferro mi intimano di guardarmi bene il passo, una volta traversato.
Tra tutte le belve, le più implacabili ed eccezionali: una tigre ed un leone.
La tigre è una C che bruisce, con dorso snellito in foglia battuta nel ferro e dopo saldata.
E’ appena atterrata e pronta alla zampata.
Il leone è una grossa corolla di pianta carnivora su una schiena possente che curva.
Nessuno, neppure la notte, oserebbe sfidarlo.
Ed era solo la soglia della giungla…
Sposto l’ampia foglia di una pianta gigante che da sola copriva la visuale, come fosse un sipario diafano e fotosintesico.
E dopo boom.
Giungla di Bato a perdita d’occhio.
Tutto parla del suo passaggio, come con Kurtz; ma lui però è passato allegro come Mogwli, ben inserito come Tarzan.
Ma che dico, di più: è un Adamo autorizzato a dare le forme alle cose, invece che i nomi!
E questo sì che è tornare alla figura, signori!
Tutto nella selva intricata è figura, ma figura che rimanda a Bato.
Alle sue curve, alle sue increspature, a quelle sue tinte e i suoi segni a carboncino.
Bato gli ha dato le forme che gli riguardano, alla giungla, fino a rimodellarsela addosso.
E si è divertito non poco, date retta a me…
Tanto per far capire che non si scherza affatto, si è triplicato:
Dipinti, schizzi e sculture.
Trino, con triplice effetto, come dio e certi dentifrici.
Uno eppure trino… ma cosa si è messo in testa?
Bato si è fatto come quei delta che sfociano enormi alla resa del Congo, si mette alla prova, è un Bato che è un Gange.
Ribadisce il concetto di forme, che anche nei diversi stili proposti, risuonano una con l’altra.
Non c’è Voodoo qui.
C’è Technicolor!!
C’è una tigre che balza feroce in triangoli neri e marroni, e il suo lungo saltare si tinge del colore delle piante che sposta, e piano si fa di un bel verde. E la tigre ha la stessa espressione da C innervosita di quella all’entrata.
Affiora dalle acque un caimano con denti di mina e armatura egizia di oro, e affiora dalle lande supreme di colore schiumato, a cui Bato ci ha già abituato. E lo stesso caimano è schizzato come in quattro momenti del giorno mentre che lui riaffiora sempre, è sempre sul far del ritorno.
Marabù si levano in macchie nere che nell’esplosione si fanno ali e code, e rossi quei becchi sulle carogne. E poi un baccano severo, una Rumble into the Jungle, l’incontro ai vertici di due gorilloni che menano e mordono, dipinti da un Bato sicuro, con macchie superbe che sì, daranno pure le forme, ma danno anche dell’altro. E lungo la schiena di uno dei due, il carboncino traccia un tratto spinale e poi triangolare, che finisce per somigliare a quelle foglie schiuse tra gli Schizzi della piante e dei fiori, la Flora di Bato.
Ancora incarnata, in bocche dentate, mucose infiammate ed alberi come montagne.
E intanto la Parata dei Mandrilli gagliardi; trittico di Ibis Scarlatto; serpenti in combutta ai danni di un Bucero, che rapido si smacchia di torno; un boa smeraldino che ingoia la scimmia; un orso che pesca; un bel babirussa a riposo vicino ad un albero (che è come un cinghiale iper-selvatico, e quindi valeva anche dire ‘cinghiale a riposo vicino ad un albero’); un insetto stecco scrostato dalla coltre verde di un muschio militare; un leone che si scontra col boa, e alla fine si mischiano insieme tale era l’impeto del primeggiare.
E gli schizzi sono gli ingredienti dei quadri, a mille cosparsi lungo i selciati, abbozzano ancora quelle forme sfuggenti, tonde e annacquate, mezzo mischiate, in parte scomposte e poi compattate.
Il gioco di Bato.
Il Regno di Cong.
Non c’è Voodoo qui, c’è il divertimento di chiudere tutto in poche forme precise e definitive.
Bato ci ha messo lo zampino dietro a questa giungla; ha architettato tutto lui.
In pratica spunta da ovunque.
S’è fatto una cattedrale vegetale e fauno autoreferenziale.
A lui le sue statue di gorilla con braccia di ponti, struggenti leoni fioriti in aprile e ruggenti, i bronzi, le resine e le cere; le matite, le chine e le techiche miste.
E’ tutto un marasma intricato di teste di C (come nella vita non credete?): le tigri, i serpenti, gli orsi, i leoni; e poi tutti i corpi a forti colori, che vanno a snellirsi in gesti veloci, fino a farsi foglie e passi leggeri.
Quando sono tornato, ho capito che non c’era alcun bisogno di cercare Bato, perché proprio con lui ero stato nelle ultime ore.
Perso lì in mezzo, tra le sue soluzioni e le sue conclusioni.
Alla fine sono entrato nella giungla e ho trovato una bestia rara.
E’ il Bato.

(inutile dire che le quindici guinee non si sono viste, no?)

Marzo 2018
Danilo Pette

Different Views

martedì, gennaio 12th, 2016

RvB Arts presenta la mostra collettiva Different Views. Con opere degli artisti Bato, Annalisa Fulvi, Fabio Imperiale, Charlie Masson, Arianna Matta. Vernissage e cocktail giovedì 14 gennaio 2016, dalle 18 alle 22, in via delle Zoccolette 28, a Roma

La galleria RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura
a Roma in

via delle Zoccolette 28

DIFFERENT VIEWS

con le opere di

  • Bato
  • Annalisa Fulvi
  • Fabio Imperiale
  • Charlie Masson
  • Arianna Matta

Vernissage e cocktail
giovedì 14 gennaio 2016
dalle 18:00 alle 22:00

La mostra resterà aperta fino a martedì 2 febbraio
orario negozio; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
info 06.6869505 / 335 1633518

. . . . . . . . . .

COMUNICATO STAMPA

DIFFERENT VIEWS è una mostra che presenta i punti di vista di cinque artisti ognuno dei quali ci porta nel proprio mondo per farci scoprire nuovi e particolari percorsi del vedere.

Dalle percezioni istantanee, essenziali e ironiche catturate dall’acuta sensibilità di Bato si passa alle ambientazioni materiche di Arianna Matta dove luoghi abbandonati sono attraversati da un flusso spazio temporale che tutto compenetra e disgrega. Sotto l’azione dello sguardo dell’artista americano Charlie Masson il paesaggio si trasforma in miraggio per dar vita a palpitanti vedute rurali e urbane. Futuristiche e irrazionali sono invece le trasformazioni urbane di Annalisa Fulvi, cantieri in cui le strutture architettoniche dovranno adeguarsi a sempre nuove esigenze, per arrivare alle psicogeografie di Fabio Imperiale dove la città e il corpo interagiscono come unico organismo.

RvB Arts è una galleria romana che promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.