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CIRCUS

martedì, febbraio 20th, 2018

La Galleria RvB Arts è lieta di presentare CIRCUS, la mostra personale di MAITI. Vernissage e cocktail martedì 27 febbraio 2018, dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 17 marzo; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

MAITI

CIRCUS

VERNISSAGE e COCKTAIL
martedì 27 febbraio 2018
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28 
00186 Roma 

La mostra resterà aperta fino a sabato 17 marzo.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts
Testo critico: Luisa Grigoletto

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COMUNICATO STAMPA – CIRCUS

RvB Arts è lieta di presentare CIRCUS, la mostra personale dell’artista piacentina MAITI.

In un turbinio di cavalli, orsi, leonesse, acrobati e tuffatori, Circus offre una parata di uomini e animali, dove giocosità, destrezza, velocità ed equilibrismo si mescolano con disciplina, rigore, disagio e patimento. Entrare nel microcosmo creato da Maiti significa essere pronti a lasciarsi trasportare in un mondo diverso, altro, per riemergerne cambiati. Attraverso l’uso di materiali disparati, di derivazione informale, Maiti indaga il rapporto e l’intersezione tra natura e cultura, tra ferinità e ammaestramento, istinto e addomesticamento.

Maiti – nome d’arte di Maria Teresa Invernizzi – nasce a Piacenza nel 1956. Autodidatta, dal 2007 comincia la sua carriera artistica con mostre personali e collettive. Si rivolge inizialmente alla pittura e poi a sculture che realizza con cartapesta e fil di ferro, ma anche con amalgama di gesso, terre, sabbia, resine e cera.

Nelle sue opere convive la contrapposizione tra il pieno, realizzato con diversi materiali, e il vuoto, dato dalla sola struttura in fil di ferro sottostante, che si intravvede e sbuca, a tratti. La mancanza di forma, in zone che sembrano quasi lacerate, determina il carattere espressionista delle sue sculture. Mentre i suoi animali rimangono in attesa di catturare l’attenzione dello spettatore, le sue esili figure si muovono armonicamente come in una danza.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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CIRCUS

Se nell’antica Roma il circo era il luogo in cui si svolgevano le popolarissime corse dei carri trainati dai cavalli, durante le quali gli aurighi si sfidavano in gare spesso pericolose, il circo moderno nasce nell’Inghilterra del tardo XVII secolo. Da allora, lo spettacolo è affidato a pagliacci, freak, acrobati, e feroci bestie esotiche addomesticate, e il suo successo rimane legato ai nomi di grandi famiglie circensi, tra cui spicca, tra tutti, quella di P. T. Barnum. Negli ultimi trent’anni, si è sviluppata una maggiore consapevolezza rispetto ai diritti degli animali, e molti spettacoli ora sono incentrati solamente su contorsionisti, funamboli e giocolieri.

In un turbinio di cavalli, scimmie, cani, acrobati e tuffatori, Circus raccoglie in un’unica parata uomini e animali, dove giocosità, destrezza, velocità ed equilibrismo si mescolano con disciplina, rigore, disagio e patimento. Il tutto si gioca sul filo sottile degli opposti, in una costante contrapposizione tra bianchi e neri, luce e ombra, pieni e vuoti, bidimensionalità e volumi più pronunciati.

Grazie allo studio attento e viscerale dell’anatomia, Maiti – pseudonimo di Maria Teresa Invernizzi – indaga e ricostruisce la struttura morfologica di ogni figura, attraverso l’utilizzo dei materiali più disparati, di derivazione informale: dal fil di ferro alla cartapesta, da conglomerati di gesso, terre, sabbia, cera e resina, di sua invenzione, a fascette stringicavo in plastica. L’artista sfrutta sapientemente la malleabilità della materia e la plasma in forme lineari, essenziali, scarne. Il perfetto bilanciamento delle spinte e degli snodi di forza permette di dare vita a creature armoniche e flessuose, talvolta di notevole dimensioni. Guizzi di colore scompigliano la monocromia delle opere: nelle sue teste di cavallo, così come negli acrobati-tuffatori, le sottili strisce di plastica nera di diversa misura, congiunte con diligente pazienza, si intrecciano con fili gialli e rosa, ad enfatizzare lo slancio vitale, il dinamismo, ma anche il controllo della forza. Il lavoro, quasi certosino, di calibrare in modo esatto pesi e contrappesi della materia rappresenta un elemento chiave delle opere in mostra, una sorta di percorso d’espiazione attraverso cui si sublimano grumi emotivi.

Dietro la superficie scherzosa e giocosa, oltre le acrobazie e le piroette, i salti mortali e gli equilibrismi, il circo rappresenta tuttavia anche altro: lo spazio concluso, separato, dedito alla finzione, dove agilità, destrezza e mansuetudine si raggiungono solo attraverso duri allenamenti e crudeli ammaestramenti. Il circo diviene quindi anche simbolo di patimenti e sofferenze, che scavano nel profondo. Dai corpi scarnificati dei cani accovacciati, in attesa di attenzioni, le membra macilente sembrano come sfaldarsi, attraversate da perforazioni che mettono a nudo lo scheletro di ferro sottostante; le lacerazioni, di carattere espressionista, rimandano anche all’art brut nella loro componente materica.

Entrare nel microcosmo creato da Maiti significa quindi essere pronti a lasciarsi trasportare in un mondo diverso, altro, per riemergerne cambiati: una sorta di microcosmo dove tornare bambini, ma contemporaneamente prendere coscienza di sé, accettando di fare parte di un gioco di sguardi, dove chi osserva è a sua volta osservato.

Luisa Grigoletto

scendeva simile alla notte

martedì, febbraio 20th, 2018

La Galleria RvB Arts è lieta di presentare Scendeva simile alla notte, la mostra personale di Lorenzo Bruschini. Vernissage e cocktail giovedì 22 febbraio 2018, dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28 e Via Giulia 193, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 17 marzo; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

Lorenzo Bruschini

scendeva simile
 alla notte 

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 22 febbraio 2018
dalle 18.00 alle 22.00

con presentazione del libro d’artista
scendeva simile alla notte – viaggio a Hierapytna
Editrice IanuArte

Via della Zoccolette 28 
Via Giulia 193 

00186 Roma 

La mostra resterà aperta fino a sabato 17 marzo.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

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SCENDEVA SIMILE ALLA NOTTE

RvB Arts è lieta di presentare scendeva simile alla notte, la mostra personale di LORENZO BRUSCHINI.

Hierapytna è l’antico nome greco di una leggendaria città situata sulla costa sud-orientale dell’isola di Creta, le cui origini si perdono nel tempo. Essa è stata la meta del viaggio di ricerca realizzato da Lorenzo Bruschini, un triplice percorso a ritroso: geografico – da Delfi ad Olimpia, da Tebe ad Atene sino a Creta ai confini d’Europa; storico – risalendo il tempo sino alle origini della civiltà minoica (Creta, 2700 a.C.); e interiore – alla ricerca dell’identità intesa come mistero e labirinto. La mostra comprende una vasta selezione di disegni e dipinti ispirati dal viaggio e il Libro d’Artista Scendeva simile alla notte, realizzato sull’isola di Creta e pubblicato per l’occasione dalla casa editrice IanuArte in una pregiata cartella da collezione. Sarà presente l’editore Antonio Porta.

Lorenzo Bruschini è nato a Frascati nel 1974. Le opere di Bruschini sono presenti in varie fondazioni e collezioni private, sia in Italia che all’estero. Nel 2014 realizza la mostra personale Self-Shaping Paintings presso la galleria RvB Arts, in cui confluiscono le sue ricerche sul processo creativo. Nel 2016 è invitato ad esporre nei prestigiosi spazi museali delle Scuderie Aldobrandini a Frascati. Il suo Progetto Hierapytna è risultato vincitore della selezione internazionale ArtAmari Residency sull’Isola di Creta.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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viaggio a hierapytna

Ripetutamente ho visto Dioniso, e quando per alcuni giorni il Monte Ida è stato oscurato dal maltempo, con tuoni e fulmini ed un vento ancora più impetuoso di prima – ché tutta la valle pareva soggiogata – nella solitudine del mio atelier ho incontrato il Minotauro. Poi, in un pomeriggio di sole luminoso, ho conosciuto i colori della Morte. Ho visto Zoé, l’eterno spirito della Vita, nell’abbraccio strettissimo, dolce e vischioso come il miele delle sue api, della Signora del Labirinto. Ed anche nel volto e nei gesti di una donna anziana che porta quel nome (Zoe), intenta a ricamare con un filo bianco (di Arianna…) il simbolo minoico della spirale – archetipo della vita indistruttibile – nel villaggio di Axos sull’altro versante del Monte Ida, passaggio obbligato verso la maestosa caverna cultuale (detta di “Zeus”) che domina da millenni l’altopiano di Nida. Ma a Creta, Zeus e Dioniso sono stati nella più remota arcaicità un unico dio, forse lo “Zagreus nottivago” di cui scrive Euripide nella tragedia “I Cretesi”…

Lungo il viaggio ho trovato amici, nemici, ho mangiato e bevuto, ho visto il fuoco e Hierapytna, il Mar Libico in cui mi sono immerso nudo. Infine, indeciso e rinchiuso da giorni nel Labirinto delle identità, come Odisseo ho udito suoni melliflui più del canto delle sirene di Patra e sono dovuto risalire più indietro per non morirne… sino all’arte della guerra, e allora sono stato Achille dal piede veloce… Frattanto ho continuato – e continuerò –  a meditare sugli archetipi ultimi, l’infante con le corna – fanciullo mistico – Arianna / Aridela, forma grecizzata della Grande Madre e  archetipo femminile della generazione delle anime, ed il toro (il Minotauro è la forma umanizzata del suo culto) fino al Grande Anonimo a forma di Serpente… Con queste chiavi di lettura ho tentato di attraversare la Grecia e Creta, e poi mi sono apprestato a ripartire per Atene e di lì per Patrasso, dove mi attendeva la nave del rientro in Italia… Ed è allora che infine sono stato Teseo, e ho dovuto fronteggiare l’afflizione sulla via del rientro, dopo aver abbandonato Arianna nei pressi dell’isola di Dia. L’afflizione… non certo la morte del padre Egeo, che vedendo le vele nere issate sulla nave del figlio di ritorno da Creta si gettò nel mare spumoso che da allora porta quel nome… ma mi sono ritrovato senza soldi alla periferia di Atene per una sorta di incantesimo finanziario. E come mai avrei creduto di poter fare, afflitto per l’impotenza, ho infine venduto un disegno fatto a Creta nella stazione dei pullmann di Kifissos… per poter comprare il biglietto del bus fino a Patrasso, dove ho patito ancora fino al giorno successivo sino all’imbarco sulla nave. Ventiquattr’ore di viaggio, queste ultime, lunghissime, trascorse in una immobilità pressoché costante, interrotta solo da alcune uscite sul piccolo ponte di poppa della nave. Trascrivo dal mio diario: “Sul retro della nave che punta a nord-ovest il sole è sorto da poche ore e scalda la banchina di ferro azzurro. A gambe incrociate, seduto sul mio pezzo di Africa, sogno già ‘Elegie dall`Oceano’, il mio prossimo progetto…”

(Lorenzo Bruschini – da una lettera a Giuliana Stella del 4 Novembre, 2014)