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DRAWN IN

Friday, September 28th, 2018

Drawn In, la mostra personale di ARIANNA MATTA. Vernissage e cocktail:  giovedì 4 e venerdì 5 ottobre 2018
dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28 e Via Giulia 193, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino  a sabato 3 novembre; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

DRAWN IN

Arianna Matta

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 4 ottobre
venerdì 5 ottobre

dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
Via Giulia 193

00186 Roma

La mostra resterà aperta fino a
martedì 6 novembre

orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30;
domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione:
Michele von Büren di RvB Arts

Ufficio stampa:
Caterina Falomo – Pennarossa PressLab

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COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare DRAWN IN, la mostra personale dell’artista romana ARIANNA MATTA.

Il titolo inglese gioca sul doppio senso di ‘draw’, disegnare e attirare, e infatti le ultime opere di Matta tirano lo spettatore dentro i suoi spazi e interni rarefatti e solitari. La figura umana è assente, ma nonostante questo ‘vuoto’, le opere trasmettono una storia con riferimenti che portano sempre ad un vissuto. I luoghi e gli oggetti di Matta si scompongono in piani multipli, innescando interferenze che destabilizzano lo sguardo. L’artista interviene con diversi strumenti a creare, usando la metafora di Zygmunt Bauman, una visione liquida della realtà in cui la costruzione cede il passo all’instabilità.

Nelle parole di Matta: “La mia ricerca pittorica si sviluppa intorno all’esigenza di una pittura intimista. Il gesto tecnico, nella mia visione dell’arte, è fortemente legato a quello concettuale; di conseguenza la mia è una pittura gestuale, che si nutre dell’immediatezza delle emozioni – lascio che il movimento sia naturale e svincolato dalla forma.”

Arianna Matta nasce a Roma nel 1979. La passione per l’arte la porta a laurearsi al D.A.M.S. e poi a frequentare i corsi liberi della Rome University of Fine Arts (RUFA). La sua carriera artistica comincia effettivamente dal 2009 e nel 2011 è già tra i finalisti del Premio Arte Laguna a Venezia. Quest’anno ha tenuto la sua prima personale all’estero, alla Teodora Galerie di Parigi.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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DRAWN IN

L’assenza della figura umana rappresenta una costante nella produzione pittorica di Arianna Matta (Roma, 1979). Ma quello che colpisce immediatamente, in questa nuova serie di dipinti, è la qualità spaziale e architettonica della luce, che agisce sulle superfici scavandole e allo stesso tempo smaterializzandole, in un’articolazione di accenti luminosi talvolta applicata in modo volutamente arbitrario. Le strutture, nel loro complesso, alludono ad esempi di archeologia industriale urbana, dove sembra di riconoscere alcuni elementi, come ad esempio delle seggiole e delle macchine da cucire, il tutto schermato da un’infilata di finestroni che accentua la fuga prospettica verso il fondo, oltre a simulare una sorta di membrana porosa tra il dentro e il fuori. Se si dà tempo all’occhio, nella rarefazione della luce – che, con gli anni, ha stemperato e alleggerito la gamma cromatica scelta da Matta – emergono alcuni dettagli a suggerire una realtà “anteriore”, un passato forse popolato, dove ora la natura ha iniziato a prendere il sopravvento e a suggerire e permettere di immaginare un futuro “altro”.

Le velature del pigmento ad olio, applicato con una gestualità veloce dal sapore a tratti impressionistico (anche negli accostamenti di colori complementari verde-rosso), costruiscono le nervature degli edifici e delle piante, giocando spesso con le trasparenze e un sapiente uso della spatola. Pur nell’apparente figurazione, emerge un diffuso astrattismo (ottenuto grazie a particolari stesure del colore), che sgretola la forma in frammenti e introduce un elemento di disturbo, come se fosse un vero e proprio “glitch”. Anche le sfumature magenta e viola, applicate in maniera discreta, rientrano in quest’operazione di allusione alla dimensione digitale: interferendo e distorcendo l’immagine, richiamano il contemporaneo quotidiano – costantemente filtrato – cui siamo ormai abituati, e, in ultima istanza, divengono le spie di quello che il canadese Charles Taylor ha definito il “disagio della modernità”.

Matta interviene pittoricamente sulla materia: la ripetizione di un certo pattern come se fosse un errore del codice di scrittura moltiplica i piani, che, intersecandosi, rimandano alla stratificazione della memoria. Con il processo di smarginatura, in cui ogni oggetto sembra perdere i suoi contorni originari ed espandersi, come se fosse materia liquida, in quello accanto, si fa strada un senso di spaesamento generalizzato e di inquietudine del familiare: se inizialmente ci era parso di riconoscere uno spazio, seppure anche solo attraverso un dettaglio, ora ci troviamo destabilizzati e desolati in ciò che credevamo di aver visto.

Come suggerisce il titolo della mostra di Matta – Drawn In – è la componente manuale, artistica, che invita l’osservatore all’interno del dipinto. Ci troviamo come immersi in visioni poetiche e oniriche in stato di veglia, che sembrano affiorare dall’inconscio e che, tramite l’introduzione del disturbo – una sorta di assenza di segnale – conducono ad un corto circuito paradossale: sebbene si tratti di interni abbandonati, le immagini sembrano veri e propri paesaggi dell’anima, ritratti intimisti di uno spazio interno ed interiore, dove lasciare che lo sguardo vaghi, in cerca di se stesso.

Luisa Grigoletto

MANI

Friday, May 11th, 2018

Michele von Büren di RvB Arts presenta la mostra collettiva MANI, prima edizione Manualità Armonia Narrazione Italiana. Con le opere di Bato, Leonardo Blanco, Lorenzo Bruschini, Lucianella Cafagna, Chiara Caselli, Alessio Deli, Fantini, Andrea Gallo, Gianlorenzo Gasperini, Vittorio Iavazzo, Arianna Matta, Claire Piredda, Nicola Pucci, Massimo Pulini, Vera Rossi, Alessandro Sicioldr e Luca Zarattini. Vernissage e cocktail: giovedì 24 e venerdì 25 maggio 2018 dalle 18.00 alle 22.30 RvB Arts - Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma Antiquariato Valligiano - Via Giulia 193, 00186 Roma la mostra resterà aperta fino a sabato 22 settembre orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

Michele von Büren di RvB Arts presenta

MANI

MANUALITA’
ARMONIA
NARRAZIONE
ITALIANA

Vernissage e cocktail
giovedì 24 maggio
venerdì 25 maggio
dalle 18 alle 22:30

Via delle Zoccolette 28
Via Giulia 193
00186 Roma

con le opere di


Bato    Leonardo Blanco    
Lorenzo Bruschini    Lucianella Cafagna
Chiara Caselli    Alessio Deli    
Fantini    Andrea Gallo
Gianlorenzo Gasperini    
Vittorio Iavazzo    Arianna Matta
Claire Piredda    Nicola Pucci    
Massimo Pulini    Vera Rossi
Alessandro Sicioldr    Luca Zarattini

 

la mostra resterà aperta fino a
sabato 22 settembre
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30;
domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione:
Michele von Büren di RvB Arts

Testo critico: Luisa Grigoletto

 

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COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare MANI, acronimo di Manualità Armonia Narrazione Italiana. Questa mostra inaugura e allo stesso tempo corona un progetto a lungo termine della galleria: la creazione di un’identità incentrata sui giovani artisti in cui il rapporto con le radici nella tradizione artistica italiana e i suoi “mestieri” è sempre fonte di nutrimento, senza per questo abbracciare una posizione “passatista”.

La galleria ha cercato, negli anni, di individuare gli artisti che, ognuno per suo conto, lavoravano con questi presupposti e di raccoglierli all’interno di un progetto comune, nonostante le differenze generazionali e stilistiche. La prima edizione di MANI consolida così i punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio:

MANUALITÀ intesa come capacità tecnica e il recupero del “mestiere”;
ARMONIA intesa come desiderio di riportare al centro dell’arte l’emozione, per raggiungere anche quel pubblico vasto e variegato che spesso si sente alienato dall’arte contemporanea; ma anche come capacità di far convivere in un unico progetto linguaggi così eterogenei;
NARRAZIONE intesa come predilezione del racconto, forma espressiva capace di favorire la connessione tra opera e fruitore;
ITALIANA in quanto l’immaginario degli artisti coinvolti si è formato in questo paese, diventando parte fondante della loro ricerca.

Le successive edizioni di MANI si terranno con cadenza annuale a maggio. Con il ripetersi della manifestazione, la galleria si propone di fare un riassunto annuale dei suoi artisti più rappresentativi di questo progetto.

MANI è inoltre la manifestazione della ricca e sempre più apprezzata attività di talent scout di Michele von Büren, gallerista e curatrice di RvB Arts. Molti dei suoi artisti hanno infatti vinto premi e partecipato a eventi internazionali, ottenendo riconoscimenti condivisi dalla critica e dal mercato. Questa prima edizione include sia artisti che hanno collaborato con la galleria dal suo inizio, che talenti emergenti individuati recentemente.

Per questa edizione 2018, anniversario del suo decimo anno di attività, la galleria propone artisti già ben noti al suo pubblico romano come il pittore e scultore Bato, fresco del successo della personale Jungle; Lorenzo Bruschini, il cui lavoro coniuga la dimensione del sogno e del mito; la pittrice Lucianella Cafagna, annoverata tra i venti artisti contemporanei più rilevanti del panorama italiano dall’Enciclopedia Treccani; la fotografa Chiara Caselli, appena rientrata dalla Biennale di Fotografia di Mosca, unica italiana accanto a Jodice, Berengo Gardin e Marsili Libelli; Fantini, che partecipa con le sue sculture in bronzo e pietra normalmente esposte esclusivamente a Parigi e in Olanda; Andrea Gallo, vincitore del Young At Art 2015 e con un’opera nel Museo di Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende; Gianlorenzo Gasperini, le cui opere sono state parte della collezione permanente dell’Opera Gallery di New York; Arianna Matta, pittrice romana appena conclusa la sua prima personale a Parigi; Claire Piredda, scultrice che fa uso di argilla grezza di Calcata, antico borgo dove vive e lavora; Vera Rossi, selezionata quest’anno per una personale alla Mia Photo Fair di Milano con la galleria Antonia Jannone e adesso artista della Galleria Forni di Bologna; e Luca Zarattini, giovane pittore vincitore di premi tra cui Premio Niccolini 2016, Basilio Cascella 2011 e Zingarelli 2010, e finalista al Premio Lissone 2014.

La mostra comprende anche i due giovanissimi talenti Alessandro Sicioldr, che ha già partecipato a mostre a New York, Parigi, Bruxelles, Dublino e Valencia, e lo scultore napoletano Vittorio Iavazzo, che presenterà per la prima volta le sue figure umane di cartapesta a grandezza naturale commissionategli dalla RvB Arts per MANI.

Nicola Pucci invece torna in galleria con nuove opere che confermano la forza di un lavoro che ha attirato l’attenzione di mercanti d’arte come Larry Gagosian, e di intenditori come lo è stato Carlo Bilotti, rinomato collezionista d’arte. Lo scultore Alessio Deli, che ha opere collocate in vari spazi pubblici italiani, partecipa con le sue sculture realizzate mediante l’assemblaggio e la modellazione di materiali riciclati; mentre Leonardo Blanco (2^ Biennale d’Arte di Pechino 2005 e Biennale di Venezia 2009), vincitore di numerosi premi e concorsi con opere in mostra permanente nella Repubblica di San Marino e all’estero, presenta le sue opere avvolte con le resine industriali.

In questa occasione ci sarà anche la partecipazione di Massimo Pulini, artista e storico dell’arte, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, attualmente Assessore alla Cultura del Comune di Rimini. Ha esposto in sedi pubbliche italiane e internazionali tra cui le Scuderie del Quirinale, Villa Adriana di Tivoli, la Galleria Nazionale di Parma e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Jungle

Friday, March 9th, 2018

RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma JUNGLE, con le opere di Bato. Vernissage e cocktail, giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018, dalle 18 alle 22. In via delle Zoccolette 28 e via Giulia 193, a Roma. Orario galleria. Chiuso domenica e lunedì. Fino a sabato 12 maggio 2018.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

Bato

JUNGLE

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
Via Giulia 193
00186 Roma

La mostra è stata prolungata fino a  sabato 19 maggio  .
Orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts.

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COMUNICATO STAMPA

RvB Arts è lieta di presentare JUNGLE, la mostra personale del artista romano BATO che va dalla pittura alla scultura al disegno.

Nella ricerca pittorica di Bato persiste da qualche tempo un particolare interesse per la natura, in quanto fonte inesauribile di forme e colori. Con Jungle, Bato intende indagare le affinità strutturali che legano l’uomo e gli animali. Focalizzando la sua ricerca sugli abitanti della giungla, Bato traccia il suo personale bestiario, un immaginario surreale che trae ispirazione dalla lettura di numerose fonti scientifiche e dalle opere di alcuni scrittori d’avventura, tra cui Rudyard Kipling e Emilio Salgari. Le forme naturali che appaiono ai nostri occhi sono destrutturate e reinterpretate. Segni netti che mostrano il potere spietato e crudele della natura sono a volte posti a contrasto con un’intensità e una dolcezza cromatica che ne colgono il dramma.

Con Jungle l’indagine di Bato si spinge oltre, affiancando alla pittura la realizzazione di alcune opere scultoree. Mentre sulla tela evidenzia la dinamica delle forme e dei colori dei soggetti rappresentati, nella scultura i volumi che le contengono. È la prima volta che Bato espone in una mostra le sue opere plastiche, ma l’interesse per la scultura lo appassiona già da quando, appena ventenne, frequenta la bottega del maestro Alfiero Nena, da cui apprende molte delle tecniche utilizzate.

BATO nasce nel 1977 a Roma, dove attualmente vive e lavora. Durante i suoi studi liceali e universitari Bato è alla costante ricerca di stimoli e idee, sperimentando anche altri mezzi espressivi. Vive pienamente la realtà culturale della sua città, ma intraprende anche diversi e lunghi viaggi in Europa, Asia e Sud America. Conseguita la laurea in Lettere e Filosofia decide di seguire la sua vocazione di sempre dedicandosi completamente alla pittura.

Lo stile di Bato si caratterizza per la sua capacità di non rinunciare alla forma ma trasformarla in segno, un segno rapido e incisivo che contrasta con tenui e morbide sfumature di colore. Le forme che emergono con estrema leggerezza su una superficie bianca sono tracce di una realtà percepita ed elaborata. Paesaggi, personaggi, avvenimenti e ricordi di viaggio sono le fonti d’ispirazione a cui attinge per creare le sue composizioni.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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JUNGLE

Bestiarum vocabulum proprie convenit leonibus, pardis, tigribus, lupis et vulpibus canibusque et simiis ac ceteris, quae vel ore vel unguibus saeviunt, exceptis serpentibus. Bestiae dictae a vi, qua saeviunt.

(Il termine «bestie» spetta propriamente ai leoni, ai pardi, e tigri, ai lupi e alle volpi, ai cani e alle scimmie, e altri, che infieriscono o con la bocca o con gli artigli, non ai serpenti. Le bestie prendono nome dalla violenza con la quale infieriscono).
Isidoro di Siviglia (560 ca.- 636), Etymologiae

Nel Medioevo, i bestiari erano delle opere didattico-divulgative a carattere simbolico, allegorico e moralizzante, che raccoglievano e mescolavano conoscenze scientifiche e naturalistiche con credenze religiose e popolari, assieme a creazioni favolistiche e fantastiche sul mondo animale. Eredi dei trattati zoologici dell’antichità e della tarda antichità (tra cui le Etimologie di Isidoro da Siviglia), costruirono, tra il XII e XIII secolo, un vero e proprio genere letterario: tali enciclopedie cristiane permettevano di interpretare le meraviglie del creato in chiave edificante.

Con Jungle, la ricerca di Bato prende spunto da questa tradizione, per indagare le affinità strutturali che legano l’uomo e gli animali. Focalizzando la sua ricerca sugli abitanti della giungla, Bato traccia il suo personale bestiario contemporaneo, che si nutre di spunti tratti dalla lettura di numerose fonti scientifiche e dalle opere di alcuni scrittori d’avventura, tra cui Rudyard Kipling, Emilio Salgari e Herman Melville.

La sua tassonomia delle bestie – che include orsi, scimmie, tigri, marabù, leoni, gorilla, mandrilli e coccodrilli – sembra seguire in modo quasi letterale la definizione di Isidoro di Siviglia, per cui la bocca rappresenta il simbolo distintivo dell’aggressività e ferocità delle creature. Ed è proprio quest’elemento ad essere sempre presente nelle opere di Bato: con un tratto guizzante e sinuoso, lega così in modo indissolubile il mondo animale a quello umano sotto il segno dell’istinto e della spietatezza, passando dall’analogia all’omologia, grazie alla libera associazione delle forme. Anche le piante – spettatrici innocue solo in apparenza – rivelano spinose insidie.

Ad accentuare la violenza del soggetto concorrono l’eleganza del segno e la scelta cromatica, rarefatta in colori caldi e brillanti, impiegati in modo non realistico e stesi su vaste campiture bianche. Nonostante il senso di apparente immediatezza che le tele comunicano, il processo creativo di Bato prevede elaborati studi, schizzi e bozze, che gli permettono di creare una composizione equilibrata e armonica nella sua essenzialità, come se si trattasse di un’improvvisazione calcolata che non lascia spazio a ripensamenti.

Se le opere su tela vanno nella direzione della semplificazione e dello svuotamento della forma, fino a ridurla al suo contorno, le sculture – un nuovo capitolo della ricerca artistica di Bato – ne rappresentano invece la controparte volumetrica, con evidenti richiami tra i due.

Comparando le versioni dello stesso animale eseguite con materiali diversi quali la cera, la resina acrilica bianca, il bronzo, ed il ferro battuto (lavorato a metodo diretto, per aggiunte), riusciamo a scoprire ogni volta accenni nuovi e diversi, come se stessimo indagando un soggetto con lenti differenti. Qui il segno sembra abbandonare la natura eterea propria delle opere pittoriche e farsi concreto e tridimensionale, pur mantenendo la stessa flessuosità e il carattere impressionistico.

Con Jungle, Bato attinge ad un immaginario surreale per creare un microcosmo abitato da una nebulosa di creature: in questa stratificazione di forme ed immagini, oscilliamo tra l’animale e l’umano, sulle tracce di un’orma e l’arco di una bocca.

Luisa Grigoletto

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LA BESTIA RARA
a proposito di ‘Jungle: la mostra personale di Bato’

Quando penso a qualcosa di giunglesco, penso a Salgari.
In pratica funziona così: tu prendi una cosa, una qualsiasi cosa, e poi la salgari, e quella ti si ingiungla all’istante. Si ode un ruggire di tigri brunite, le fronde s’intasano di uccelli e primati, spiagge assolate, tamburi tonanti, liane e imboscate.
E poi un verde forte che sgocciola ovunque e inghiotte tutte le cose.
Da qui il mio stupore nell’aver appreso che Bato è scomparso proprio nella giungla!
Ma cosa diavolo ci fa Bato, che nell’ultima puntata s’era dato alla macchia, tra gli artigli e le ali, gli agguati striscianti e le fughe improbabili, i corni puntuti e le dita opponibili, e tutto quel verde intricato e infestante?
Vuole cambiare bevande?
Dalle misture marroni di caffè a quelle alla foglia di thè?
Così, tanto per dare una bella prima mano di verde?
Bato però sembra ridere di quello che ci aspettiamo da Bato, si prende sacco a pelo e machete, e sulla soglia della selva esclama:
“Torno alla figura.”
Boom.
Me l’ha detto la Lenzi, disperata al telefono.
“Ha detto proprio così, vammelo a riprendere, Frà!!”
“C’è una taglia?”
“Quindici guinee”
Bene, potevo starci…
Allora mi faccio prima un bel giro, poi chiamo un paio di volte la Sciarelli, poi sento che si dice tra i vicolacci bui della lurida Roma.
Mi sveglio l’ennesimo mattino e sono ancora a Pietralata, e più tempo passo qui, più mi indebolisco, mentre Bato diventa più forte ogni minuto che passa accucciato nella giungla.
Lo vedevo, tra le liane e le belve e le altre creature.
Lo avrei trovato, lui o qualche bestia rara, indicibile, misteriosa.
Rimedio finalmente un passaggio da uno zatterone a motore che risale l’Aniene e su lungo il Tevere; e approdo infine a Ponte Sisto, per raggiungere via delle Zoccolette, dove l’hanno visto l’ultima volta.
Metto piede dentro, e due belve feroci incastonate nel ferro mi intimano di guardarmi bene il passo, una volta traversato.
Tra tutte le belve, le più implacabili ed eccezionali: una tigre ed un leone.
La tigre è una C che bruisce, con dorso snellito in foglia battuta nel ferro e dopo saldata.
E’ appena atterrata e pronta alla zampata.
Il leone è una grossa corolla di pianta carnivora su una schiena possente che curva.
Nessuno, neppure la notte, oserebbe sfidarlo.
Ed era solo la soglia della giungla…
Sposto l’ampia foglia di una pianta gigante che da sola copriva la visuale, come fosse un sipario diafano e fotosintesico.
E dopo boom.
Giungla di Bato a perdita d’occhio.
Tutto parla del suo passaggio, come con Kurtz; ma lui però è passato allegro come Mogwli, ben inserito come Tarzan.
Ma che dico, di più: è un Adamo autorizzato a dare le forme alle cose, invece che i nomi!
E questo sì che è tornare alla figura, signori!
Tutto nella selva intricata è figura, ma figura che rimanda a Bato.
Alle sue curve, alle sue increspature, a quelle sue tinte e i suoi segni a carboncino.
Bato gli ha dato le forme che gli riguardano, alla giungla, fino a rimodellarsela addosso.
E si è divertito non poco, date retta a me…
Tanto per far capire che non si scherza affatto, si è triplicato:
Dipinti, schizzi e sculture.
Trino, con triplice effetto, come dio e certi dentifrici.
Uno eppure trino… ma cosa si è messo in testa?
Bato si è fatto come quei delta che sfociano enormi alla resa del Congo, si mette alla prova, è un Bato che è un Gange.
Ribadisce il concetto di forme, che anche nei diversi stili proposti, risuonano una con l’altra.
Non c’è Voodoo qui.
C’è Technicolor!!
C’è una tigre che balza feroce in triangoli neri e marroni, e il suo lungo saltare si tinge del colore delle piante che sposta, e piano si fa di un bel verde. E la tigre ha la stessa espressione da C innervosita di quella all’entrata.
Affiora dalle acque un caimano con denti di mina e armatura egizia di oro, e affiora dalle lande supreme di colore schiumato, a cui Bato ci ha già abituato. E lo stesso caimano è schizzato come in quattro momenti del giorno mentre che lui riaffiora sempre, è sempre sul far del ritorno.
Marabù si levano in macchie nere che nell’esplosione si fanno ali e code, e rossi quei becchi sulle carogne. E poi un baccano severo, una Rumble into the Jungle, l’incontro ai vertici di due gorilloni che menano e mordono, dipinti da un Bato sicuro, con macchie superbe che sì, daranno pure le forme, ma danno anche dell’altro. E lungo la schiena di uno dei due, il carboncino traccia un tratto spinale e poi triangolare, che finisce per somigliare a quelle foglie schiuse tra gli Schizzi della piante e dei fiori, la Flora di Bato.
Ancora incarnata, in bocche dentate, mucose infiammate ed alberi come montagne.
E intanto la Parata dei Mandrilli gagliardi; trittico di Ibis Scarlatto; serpenti in combutta ai danni di un Bucero, che rapido si smacchia di torno; un boa smeraldino che ingoia la scimmia; un orso che pesca; un bel babirussa a riposo vicino ad un albero (che è come un cinghiale iper-selvatico, e quindi valeva anche dire ‘cinghiale a riposo vicino ad un albero’); un insetto stecco scrostato dalla coltre verde di un muschio militare; un leone che si scontra col boa, e alla fine si mischiano insieme tale era l’impeto del primeggiare.
E gli schizzi sono gli ingredienti dei quadri, a mille cosparsi lungo i selciati, abbozzano ancora quelle forme sfuggenti, tonde e annacquate, mezzo mischiate, in parte scomposte e poi compattate.
Il gioco di Bato.
Il Regno di Cong.
Non c’è Voodoo qui, c’è il divertimento di chiudere tutto in poche forme precise e definitive.
Bato ci ha messo lo zampino dietro a questa giungla; ha architettato tutto lui.
In pratica spunta da ovunque.
S’è fatto una cattedrale vegetale e fauno autoreferenziale.
A lui le sue statue di gorilla con braccia di ponti, struggenti leoni fioriti in aprile e ruggenti, i bronzi, le resine e le cere; le matite, le chine e le techiche miste.
E’ tutto un marasma intricato di teste di C (come nella vita non credete?): le tigri, i serpenti, gli orsi, i leoni; e poi tutti i corpi a forti colori, che vanno a snellirsi in gesti veloci, fino a farsi foglie e passi leggeri.
Quando sono tornato, ho capito che non c’era alcun bisogno di cercare Bato, perché proprio con lui ero stato nelle ultime ore.
Perso lì in mezzo, tra le sue soluzioni e le sue conclusioni.
Alla fine sono entrato nella giungla e ho trovato una bestia rara.
E’ il Bato.

(inutile dire che le quindici guinee non si sono viste, no?)

Marzo 2018
Danilo Pette

CIRCUS

Tuesday, February 20th, 2018

La Galleria RvB Arts è lieta di presentare CIRCUS, la mostra personale di MAITI. Vernissage e cocktail martedì 27 febbraio 2018, dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 17 marzo; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

MAITI

CIRCUS

VERNISSAGE e COCKTAIL
martedì 27 febbraio 2018
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28 
00186 Roma 

La mostra resterà aperta fino a sabato 17 marzo.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts
Testo critico: Luisa Grigoletto

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COMUNICATO STAMPA – CIRCUS

RvB Arts è lieta di presentare CIRCUS, la mostra personale dell’artista piacentina MAITI.

In un turbinio di cavalli, orsi, leonesse, acrobati e tuffatori, Circus offre una parata di uomini e animali, dove giocosità, destrezza, velocità ed equilibrismo si mescolano con disciplina, rigore, disagio e patimento. Entrare nel microcosmo creato da Maiti significa essere pronti a lasciarsi trasportare in un mondo diverso, altro, per riemergerne cambiati. Attraverso l’uso di materiali disparati, di derivazione informale, Maiti indaga il rapporto e l’intersezione tra natura e cultura, tra ferinità e ammaestramento, istinto e addomesticamento.

Maiti – nome d’arte di Maria Teresa Invernizzi – nasce a Piacenza nel 1956. Autodidatta, dal 2007 comincia la sua carriera artistica con mostre personali e collettive. Si rivolge inizialmente alla pittura e poi a sculture che realizza con cartapesta e fil di ferro, ma anche con amalgama di gesso, terre, sabbia, resine e cera.

Nelle sue opere convive la contrapposizione tra il pieno, realizzato con diversi materiali, e il vuoto, dato dalla sola struttura in fil di ferro sottostante, che si intravvede e sbuca, a tratti. La mancanza di forma, in zone che sembrano quasi lacerate, determina il carattere espressionista delle sue sculture. Mentre i suoi animali rimangono in attesa di catturare l’attenzione dello spettatore, le sue esili figure si muovono armonicamente come in una danza.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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CIRCUS

Se nell’antica Roma il circo era il luogo in cui si svolgevano le popolarissime corse dei carri trainati dai cavalli, durante le quali gli aurighi si sfidavano in gare spesso pericolose, il circo moderno nasce nell’Inghilterra del tardo XVII secolo. Da allora, lo spettacolo è affidato a pagliacci, freak, acrobati, e feroci bestie esotiche addomesticate, e il suo successo rimane legato ai nomi di grandi famiglie circensi, tra cui spicca, tra tutti, quella di P. T. Barnum. Negli ultimi trent’anni, si è sviluppata una maggiore consapevolezza rispetto ai diritti degli animali, e molti spettacoli ora sono incentrati solamente su contorsionisti, funamboli e giocolieri.

In un turbinio di cavalli, scimmie, cani, acrobati e tuffatori, Circus raccoglie in un’unica parata uomini e animali, dove giocosità, destrezza, velocità ed equilibrismo si mescolano con disciplina, rigore, disagio e patimento. Il tutto si gioca sul filo sottile degli opposti, in una costante contrapposizione tra bianchi e neri, luce e ombra, pieni e vuoti, bidimensionalità e volumi più pronunciati.

Grazie allo studio attento e viscerale dell’anatomia, Maiti – pseudonimo di Maria Teresa Invernizzi – indaga e ricostruisce la struttura morfologica di ogni figura, attraverso l’utilizzo dei materiali più disparati, di derivazione informale: dal fil di ferro alla cartapesta, da conglomerati di gesso, terre, sabbia, cera e resina, di sua invenzione, a fascette stringicavo in plastica. L’artista sfrutta sapientemente la malleabilità della materia e la plasma in forme lineari, essenziali, scarne. Il perfetto bilanciamento delle spinte e degli snodi di forza permette di dare vita a creature armoniche e flessuose, talvolta di notevole dimensioni. Guizzi di colore scompigliano la monocromia delle opere: nelle sue teste di cavallo, così come negli acrobati-tuffatori, le sottili strisce di plastica nera di diversa misura, congiunte con diligente pazienza, si intrecciano con fili gialli e rosa, ad enfatizzare lo slancio vitale, il dinamismo, ma anche il controllo della forza. Il lavoro, quasi certosino, di calibrare in modo esatto pesi e contrappesi della materia rappresenta un elemento chiave delle opere in mostra, una sorta di percorso d’espiazione attraverso cui si sublimano grumi emotivi.

Dietro la superficie scherzosa e giocosa, oltre le acrobazie e le piroette, i salti mortali e gli equilibrismi, il circo rappresenta tuttavia anche altro: lo spazio concluso, separato, dedito alla finzione, dove agilità, destrezza e mansuetudine si raggiungono solo attraverso duri allenamenti e crudeli ammaestramenti. Il circo diviene quindi anche simbolo di patimenti e sofferenze, che scavano nel profondo. Dai corpi scarnificati dei cani accovacciati, in attesa di attenzioni, le membra macilente sembrano come sfaldarsi, attraversate da perforazioni che mettono a nudo lo scheletro di ferro sottostante; le lacerazioni, di carattere espressionista, rimandano anche all’art brut nella loro componente materica.

Entrare nel microcosmo creato da Maiti significa quindi essere pronti a lasciarsi trasportare in un mondo diverso, altro, per riemergerne cambiati: una sorta di microcosmo dove tornare bambini, ma contemporaneamente prendere coscienza di sé, accettando di fare parte di un gioco di sguardi, dove chi osserva è a sua volta osservato.

Luisa Grigoletto

scendeva simile alla notte

Tuesday, February 20th, 2018

La Galleria RvB Arts è lieta di presentare Scendeva simile alla notte, la mostra personale di Lorenzo Bruschini. Vernissage e cocktail giovedì 22 febbraio 2018, dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28 e Via Giulia 193, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 17 marzo; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

Lorenzo Bruschini

scendeva simile
 alla notte 

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 22 febbraio 2018
dalle 18.00 alle 22.00

con presentazione del libro d’artista
scendeva simile alla notte – viaggio a Hierapytna
Editrice IanuArte

Via della Zoccolette 28 
Via Giulia 193 

00186 Roma 

La mostra resterà aperta fino a sabato 17 marzo.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

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SCENDEVA SIMILE ALLA NOTTE

RvB Arts è lieta di presentare scendeva simile alla notte, la mostra personale di LORENZO BRUSCHINI.

Hierapytna è l’antico nome greco di una leggendaria città situata sulla costa sud-orientale dell’isola di Creta, le cui origini si perdono nel tempo. Essa è stata la meta del viaggio di ricerca realizzato da Lorenzo Bruschini, un triplice percorso a ritroso: geografico – da Delfi ad Olimpia, da Tebe ad Atene sino a Creta ai confini d’Europa; storico – risalendo il tempo sino alle origini della civiltà minoica (Creta, 2700 a.C.); e interiore – alla ricerca dell’identità intesa come mistero e labirinto. La mostra comprende una vasta selezione di disegni e dipinti ispirati dal viaggio e il Libro d’Artista Scendeva simile alla notte, realizzato sull’isola di Creta e pubblicato per l’occasione dalla casa editrice IanuArte in una pregiata cartella da collezione. Sarà presente l’editore Antonio Porta.

Lorenzo Bruschini è nato a Frascati nel 1974. Le opere di Bruschini sono presenti in varie fondazioni e collezioni private, sia in Italia che all’estero. Nel 2014 realizza la mostra personale Self-Shaping Paintings presso la galleria RvB Arts, in cui confluiscono le sue ricerche sul processo creativo. Nel 2016 è invitato ad esporre nei prestigiosi spazi museali delle Scuderie Aldobrandini a Frascati. Il suo Progetto Hierapytna è risultato vincitore della selezione internazionale ArtAmari Residency sull’Isola di Creta.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

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viaggio a hierapytna

Ripetutamente ho visto Dioniso, e quando per alcuni giorni il Monte Ida è stato oscurato dal maltempo, con tuoni e fulmini ed un vento ancora più impetuoso di prima – ché tutta la valle pareva soggiogata – nella solitudine del mio atelier ho incontrato il Minotauro. Poi, in un pomeriggio di sole luminoso, ho conosciuto i colori della Morte. Ho visto Zoé, l’eterno spirito della Vita, nell’abbraccio strettissimo, dolce e vischioso come il miele delle sue api, della Signora del Labirinto. Ed anche nel volto e nei gesti di una donna anziana che porta quel nome (Zoe), intenta a ricamare con un filo bianco (di Arianna…) il simbolo minoico della spirale – archetipo della vita indistruttibile – nel villaggio di Axos sull’altro versante del Monte Ida, passaggio obbligato verso la maestosa caverna cultuale (detta di “Zeus”) che domina da millenni l’altopiano di Nida. Ma a Creta, Zeus e Dioniso sono stati nella più remota arcaicità un unico dio, forse lo “Zagreus nottivago” di cui scrive Euripide nella tragedia “I Cretesi”…

Lungo il viaggio ho trovato amici, nemici, ho mangiato e bevuto, ho visto il fuoco e Hierapytna, il Mar Libico in cui mi sono immerso nudo. Infine, indeciso e rinchiuso da giorni nel Labirinto delle identità, come Odisseo ho udito suoni melliflui più del canto delle sirene di Patra e sono dovuto risalire più indietro per non morirne… sino all’arte della guerra, e allora sono stato Achille dal piede veloce… Frattanto ho continuato – e continuerò –  a meditare sugli archetipi ultimi, l’infante con le corna – fanciullo mistico – Arianna / Aridela, forma grecizzata della Grande Madre e  archetipo femminile della generazione delle anime, ed il toro (il Minotauro è la forma umanizzata del suo culto) fino al Grande Anonimo a forma di Serpente… Con queste chiavi di lettura ho tentato di attraversare la Grecia e Creta, e poi mi sono apprestato a ripartire per Atene e di lì per Patrasso, dove mi attendeva la nave del rientro in Italia… Ed è allora che infine sono stato Teseo, e ho dovuto fronteggiare l’afflizione sulla via del rientro, dopo aver abbandonato Arianna nei pressi dell’isola di Dia. L’afflizione… non certo la morte del padre Egeo, che vedendo le vele nere issate sulla nave del figlio di ritorno da Creta si gettò nel mare spumoso che da allora porta quel nome… ma mi sono ritrovato senza soldi alla periferia di Atene per una sorta di incantesimo finanziario. E come mai avrei creduto di poter fare, afflitto per l’impotenza, ho infine venduto un disegno fatto a Creta nella stazione dei pullmann di Kifissos… per poter comprare il biglietto del bus fino a Patrasso, dove ho patito ancora fino al giorno successivo sino all’imbarco sulla nave. Ventiquattr’ore di viaggio, queste ultime, lunghissime, trascorse in una immobilità pressoché costante, interrotta solo da alcune uscite sul piccolo ponte di poppa della nave. Trascrivo dal mio diario: “Sul retro della nave che punta a nord-ovest il sole è sorto da poche ore e scalda la banchina di ferro azzurro. A gambe incrociate, seduto sul mio pezzo di Africa, sogno già ‘Elegie dall`Oceano’, il mio prossimo progetto…”

(Lorenzo Bruschini – da una lettera a Giuliana Stella del 4 Novembre, 2014)

NIGHT CHANT

Sunday, November 12th, 2017

La Galleria RvB Arts è lieta di presentare Night Chant, la mostra personale di SICIOLDR. Vernissage e cocktail giovedì 16 e venerdì 17 novembre 2017, dalle 18 alle 22, in Via delle Zoccolette 28, a Roma. La mostra rimarrà aperta fino al 2 dicembre; orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB ARTS inaugura a Roma la mostra personale di

SICIOLDR

NIGHT CHANT

VERNISSAGE e COCKTAIL
giovedì 16 e venerdì 17 novembre 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
00186 Roma

La mostra resterà aperta fino al 2 dicembre.
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

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NIGHT CHANT

RvB Arts è lieta di presentare la prima mostra personale in galleria del giovane artista italiano Alessandro Sicioldr.

Night Chant più che una mostra è un viaggio all’interno dell’irrazionalità del sogno e dell’inconscio alla scoperta di mondi abissali e meravigliosi. Creature bizzarre e mitologiche, esseri strani e misteriosi, divinità onniscienti, ibridi e replicanti sono i protagonisti dei dipinti, disegni e acquerelli di Sicioldr. Questi scaturiscono dalla reinterpretazione di storie antiche, rendendosi immagini incarnate nella sapiente tecnica della sua pittura ad olio.

Alessandro Sicioldr è nato a Tarquinia nel 1990. Nello studio del padre apprende l’arte del disegno e della pittura con una formazione particolare rivolta ai procedimenti tecnici di preparazione dei pigmenti e dei supporti derivata dal famoso trattato di Cennino Cennini, Il Libro dell’Arte, scritto nei primi anni del Quattrocento.

Sicioldr si esprime principalmente con la pittura ad olio, la grafica e l’acquerello. Nelle sue opere crea atmosfere oniriche in cui visioni e suggestioni personali si fondono a simboli e immaginari storici. Nonostante la giovane età ha già partecipato a diverse mostre personali e collettive manifestando un’abilità tecnica e una capacità visionaria supportata da studi che abbracciano diversi campi disciplinari.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

The Crossing

Friday, October 27th, 2017

RvB ARTS con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma THE CROSSING, con le opere di Lucianella Cafagna e Chiara Caselli. Vernissage e cocktail Martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre 2017 dalle 18:00 alle 22:00, in via delle Zoccolette 28, a Roma. La mostra resterà aperta fino a giovedì 30 novembre anche nello spazio di via Giulia 193. Orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

 

 

La galleria RvB Arts con la sua politica di Accessible Art
inaugura a Roma

The Crossing

opere di

  • Lucianella Cafagna
  • Chiara Caselli

VERNISSAGE e COCKTAIL
martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
00186 Roma

La mostra resterà aperta fino a giovedì 30 novembre anche nello spazio di via Giulia 193
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

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The Crossing

RvB Arts presenta una doppia personale dedicata ai nuovi dipinti e disegni della pittrice romana Lucianella Cafagna e ad una serie di fotografie a tema unico di Chiara Caselli che, oltre alla nota carriera cinematografica, già da diversi anni si dedica alla fotografia.

I lavori e le differenti ricerche delle due artiste si incontrano nella mostra THE CROSSING il cui titolo è sintomatico del passaggio e dell’“attraversamento” che nelle loro opere si attuano sia in senso metaforico che contingente la rappresentazione.

Nei dipinti a tempera e nei disegni su tela della Cafagna, il “passaggio” si presenta nella delicata questione dello sviluppo adolescenziale delle protagoniste, colte nelle loro riflessioni più intime. Nelle fotografie della Caselli, scattate nel viaggio per la misteriosa isola nell’isola di Ginostra alle Eolie, tale passaggio si riscontra nelle delicatissime atmosfere marine di nebbia e luce dove la linea dell’orizzonte si dissolve fino ad annullare ogni confine.

Lucianella Cafagna ha studiato all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi e ha passato un periodo d’apprendistato nello studio di Pierre Carron, pupillo di Balthus. Nel 2011, ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia, con un’opera selezionata per il Padiglione Italia.

Il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza è un tema ricorrente nel lavoro della Cafagna, che unisce l’eleganza formale dello studio tradizionale con uno slancio nel mondo contemporaneo. I critici d’arte hanno messo in risalto la sua abilità nel creare un senso di sospensione senza tempo, con i suoi soggetti posti tra la memoria e l’oblio come emblema struggente della nostra fuggevolezza.

Chiara Caselli è una delle attrici più versatili ed internazionali della sua generazione, e vanta collaborazioni con autori quali Michelangelo Antonioni, Liliana Cavani, Marco Tullio Giordana e Gus Van Sant. Parallelamente alla recitazione e anche alla regia, la Caselli ha dedicato il suo talento alla fotografia, ricercando la purezza e l’immediatezza dello sguardo. Concentrandosi sulla natura e sulle figure, ha creato un corpus di opere di alto valore pittorico.

Dopo l’approdo nel 2011 alla Biennale d’Arte di Venezia e al Festival Internazionale di Fotografia di Roma, a maggio 2014 espone per la prima volta in Giappone con una personale site specific negli spazi che Gae Aulenti ha creato per l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

CRACK

Friday, September 29th, 2017

RvB ARTS con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma CRACK, la bipersonale con le sculture di GIANLORENZO GASPERINI e le fotografie di VERA ROSSI. Vernissage e cocktail: giovedì 5 e venerdì 6 ottobre 2017, dalle 18:00 alle 22:00, in via della Zoccolette 28, 00186 Roma. La mostra resterà aperta fino a sabato 28 ottobre. Orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso. Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts.

 

 

RvB Arts

La galleria RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma

CRACK

sculture

  • Gianlorenzo Gasperini

fotografie

  • Vera Rossi

Vernissage e cocktail
giovedì 5 e venerdì 6 ottobre 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
00186 Roma

La mostra resterà aperta fino a sabato 28 ottobre
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

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CRACK

“There’s a crack in everything, that’s how the light gets in…” (LEONARD COHEN)

Dopo l’esposizione di New York presso Morris Adjmi Architects, lo scultore Gianlorenzo Gasperini e la fotografa Vera Rossi, consolidati artisti della galleria, tornano ad esporre nuovamente insieme da RvB Arts.

Il titolo della mostra gioca sui diversi significati della parola inglese crack: crepa, crollo, ma anche instabilità o crisi e perfino divertimento.

Nelle fotografie di Rossi, spaccature, fenditure e distacchi di intonaco vengono colti dall’artista in una serie di scatti realizzati nelle Isole Eolie. La superficie materica dei muri logorati dal tempo e dagli elementi atmosferici diviene il pretesto per indagare sul concetto di frattura e attraversamento. Le immagini mostrano una realtà che si sgretola di cui le crepe diventano una metafora poetica.

Nelle sculture di Gasperini, il crack appare sia come una minaccia incombente che come gioco o divertimento. Figure umane ridotte ad archetipi essenziali si muovono in una dimensione surreale, in rapporto con oggetti improbabili, alla continua ricerca di equilibrio. Sembra che per queste figure, giocare con l’instabilità della realtà sia l’unico modo possibile di esistere nello spazio.

Nata a Milano nel 1968, Vera Rossi realizza fotografie di still life, elementi naturali ed opere d’arte. Nel 2013 alcuni suoi lavori sono stati scelti per un’installazione all’Armory Show, la principale fiera internazionale d’arte di New York, e nel 2017 ha partecipato a MIA Photo Fair di Milano. Rossi concentra la sua ricerca sul concetto del varco trascendendo attraverso l’obiettivo la realtà oggettiva delle cose. Nelle sue opere, luci e ombre svolgono una funzione fondamentale, mostrando il carattere instabile e il limite stesso della nostra percezione. Rossi riporta allo sguardo una quotidianità stratificata in cui la scelta del plexiglass in quanto medium ne accentua la densità pluridimensionale.

Gianlorenzo Gasperini è nato a Civitavecchia nel 1967. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma dove si è specializzato in scultura. Dal 2001 al 2012 le sue sculture hanno fatto parte dell’esposizione permanente dell’Opera Gallery di New York. I materiali di cui l’artista fa uso sono resina, bronzo e gesso. Le sue sculture, caratterizzate da un forte senso della linea e del movimento, esplorano il tema del bilanciamento e dell’equilibrio. L’ironia è una componente importante della sua ricerca: essa gli dà la possibilità di liberarsi dal pesante carico della tradizione e di operare in un presente instabile dove tutte le certezze si dissolvono.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

Trasmutazione – Street View

Wednesday, May 17th, 2017

RvB Arts inaugura a Roma TRASMUTAZIONE, la mostra personale di Martínez Cánovas e STREET VIEW, la mostra personale di Luis J. Fernández. Vernissage e cocktail giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017, dalle 18.00 alle 22.00, in Via delle Zoccolette 28 a Roma. La mostra resterà aperta fino a sabato 24 giugno; orari: 11-13:30 e 16-19:30, domenica e lunedì chiuso.

 

RvB Arts inaugura a Roma TRASMUTAZIONE, la mostra personale di Martínez Cánovas e STREET VIEW, la mostra personale di Luis J. Fernández. Vernissage e cocktail giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017, dalle 18.00 alle 22.00, in Via delle Zoccolette 28 a Roma. La mostra resterà aperta fino a sabato 24 giugno; orari: 11-13:30 e 16-19:30, domenica e lunedì chiuso.

 

 

RvB Arts inaugura a Roma

TRASMUTAZIONE

la mostra personale di

  • Martínez Cánovas

STREET VIEW

la mostra personale di

  • Luis J. Fernández

Vernissage e cocktail
giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via delle Zoccolette 28
Roma

La mostra resterà aperta fino a sabato 24 giugno
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

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COMUNICATI STAMPA

TRASMUTAZIONE

Con un linguaggio contaminato e la tecnica raffinata che lo caratterizzano, Martínez Cánovas introduce lo spettatore negli angoli più bui della fantasia con dipinti realizzati principalmente con matita su legno stuccato, con l’intervento di colore a spruzzo, dell’olio e dello smalto.

In un lavoro animato da una vena surrealista, l’artista spagnolo indaga il tema delle metamorfosi attraverso creature che presentano inaspettate trasformazioni tra il mitologico ed il biologico. Ispirato da artisti come Hieronymus Bosch, H. R. Giger, la letteratura di Kafka e i film di fantascienza, Martinez Canovas crea un suo particolare mondo dove protagonista è la figura umana.

Juan José Martínez Cánovas è nato a Murcia in Spagna nel 1980 dove si laurea presso l’Accademia di Belle Arti. La sua formazione prosegue con il conseguimento di un Master sulla ricerca dei nuovi materiali pittorici e una borsa di studio di un anno all’Accademia di Belle Arti di Roma. Durante i suoi studi, ha incontrato e seguito gli insegnamenti di due tra i più grandi pittori spagnoli viventi, Pedro Cano e Antonio López García, le cui influenze sono visibili nella sua opera.

Martínez Cánovas approfondisce lo studio della ritrattistica rinnovandola con una personale inclinazione diretta alle tematiche dell’inquietudine esistenziale e della metamorfosi. Per l’abilità che lo caratterizza in questo campo ha realizzato diversi ritratti istituzionali. Con la sua produzione artistica ha ottenuto, nonostante la giovanissima età, importanti riconoscimenti e premi sia in Spagna che all’estero.

STREET VIEW

E’ l’immagine di una città veloce e dinamica ad emergere con forza nelle opere realizzate in acrilico su carta dall’artista Luis J. Fernández. Per l’artista spagnolo la città sembra essere lo scenario ideale in cui rappresentare la mutevole società in cui viviamo.

Fernández nasce a Blanca, un comune spagnolo nella comunità autonoma di Murcia, nel 1974. Ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive nel territorio spagnolo e ha ottenuto importanti premi. Nel febbraio 2005 ha ricevuto il Premio della Gioventù dell’Anno della Regione di Murcia e nel 2007, il primo premio Valle de Ricote assegnato dall’Associazione Socio-Culturale di Abarán Ricote.

Il lavoro di Fernández si è evoluto negli ultimi anni in uno stile personale a metà strada tra figurazione e astrazione geometrica. Con un’evidente fascinazione per l’architettura urbana, Fernández fonde la visione utopica della città come luogo del progresso tecnologico, finanziario, industriale con l’inevitabile obsolescenza a cui essa va incontro.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

Se vedi due rinoceronti

Thursday, April 20th, 2017

La galleria RvBArts con la sua politica di Accessible Art
inaugura a Roma in via delle Zoccolette e via Giulia

se vedi due rinoceronti…

la mostra personale di

  • FANTINI

Vernissage e cocktail
giovedì 27 e venerdì 28 aprile 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
Via Giulia 193
Roma

La mostra resterà aperta fino a martedì 16 maggio,
orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso.

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

 

 

COMUNICATO STAMPA

RvB Arts presenta: Se vedi 2 rinoceronti, la nuova mostra personale di Roberto Fantini. Vernissage e cocktail giovedì 27 e venerdì 28 aprile 2017, dalle 18 alle 22, in via delle Zoccolette 28 e Via Giulia 193, a Roma. Mostra aperta fino a martedì 16 maggio 2017.

 

Sorpresa, immaginazione e gioco sono gli elementi principali della mostra personale di FANTINI dove, all’interno di ogni opera, un semplice elemento può essere lo spunto per una storia fantastica. In se vedi due rinoceronti…, giovani presenze umane affiancate ad animali e oggetti comunicano in uno stato di sospensione fatto di totale complicità con se stessi e l’altro. L’innocenza e l’attenzione rivolta alle cose diventano così le principali caratteristiche di quel mondo che tutti dovremmo riscoprire.

Nato a Roma nel 1960, Roberto Fantini ha avuto una lunga e svariata carriera nelle arti, lavorando come ballerino professionista, attore, fotografo nonché pittore e scultore. Ha passato 14 anni in viaggio e vivendo fuori dall’Italia, un periodo che ha incluso lunghi soggiorni in Asia e in particolare in Tibet, per poi tornare a Roma nel 2000. I viaggi di Fantini hanno avuto una forte influenza sulle sue opere, contribuendo a dar loro una qualità primitif che ricorda l’antica arte tribale.

Le opere di Fantini, attraverso un’elaborata tecnica a strati composta di tessuti e pittura, accostano con originalità gioco decorativo e gusto minimalista. La sua attenzione per il colore e per le interazioni umane crea un’autenticità che parla direttamente allo spettatore e gli ha fatto guadagnare un largo seguito in Italia e all’estero.

Creata da Michele von Büren, RvB ARTS promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

Paper Works

Monday, March 6th, 2017

RvB Arts e Antiquariato Valligiano presentano PAPER WORKS: opere di Leonardo Blanco e Luca Zarattini. Vernissage e cocktail, giovedì 16 e venerdì 17 marzo 2017, dalle 18 alle 22. In via delle Zoccolette 28 e via Giulia 193, a Roma. Fino a martedì 18 aprile

Michele von Büren di RvB Arts e Antiquariato Valligiano presentano

PAPER WORKS

con le opere di

  • Leonardo Blanco
  • Luca Zarattini

Vernissage e cocktail
giovedì 16 e venerdì 17 marzo 2017
dalle 18.00 alle 22.00

Via della Zoccolette 28
Via Giulia 193
Roma

La mostra resterà aperta fino a martedì 18 aprile
orario negozio; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

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COMUNICATO STAMPA

Con PAPER WORKS, la galleria RvB Arts presenta le opere su carta di Leonardo Blanco e Luca Zarattini. Due artisti molto diversi tra loro vengono presentati in una doppia personale che ne mostra opere inedite giocando sulle parole inglese che vogliono dire sia “opere su carta” che “la carta funziona”.

Leonardo Blanco, artista sanmarinese, nasce a Santarcangelo nel 1968. Il suo percorso artistico, agli esordi fortemente radicato nella tradizione di maestri locali, si è gradualmente avventurato in altri territori, esplorando in maniera densa e nel contempo rarefatta la condizione emotiva dell’uomo contemporaneo. Pittore e scultore l’artista facendo uso di un’ampia sperimentazione tecnica, imprime il suo personalissimo linguaggio su diversi materiali quali carta, alluminio e legno.
A partire dai primi anni Novanta ha tenuto diverse esposizioni personali a San Marino, in Italia e in Belgio, e partecipato a esposizioni collettive a Londra, Los Angeles, Istanbul, Emirati Arabi Uniti, Pechino (2^ Biennale d’Arte, nel 2005), e Venezia (nel 2009, la 53^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, e nel 2007, Open10 – Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni). E’ vincitore di numerosi premi e concorsi. Le sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private; alcune si trovano in mostra permanente nella Repubblica di San Marino e all’estero.

Luca Zarattini è nato a Codigoro (Ferrara) nel 1984 e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nonostante la giovane età, Zarattini ha tenuto esposizioni personali che lo hanno portato all’attenzione della critica e alla partecipazione ad importanti rassegne, con l’aggiudicazione di prestigiosi premi (Zingarelli 2010, Basilio Cascella 2011 e del Concorso 150° dell’Unità indetto dalla Prefettura di Ferrara e dall’Istituto di Storia Contemporanea).

Zarattini unisce lo studio di soggetti tradizionali con la sperimentazione dei materiali. L’incorporazione di elementi contemporanei come il cemento, la plastica, il metallo riciclato e falde di cartoni industriali non soltanto dona alla superficie dei suoi dipinti una consistenza ricca e densa ma dispone anche un intrigante dialogo tra presente e passato.

Mostre Personali
2015 | RvB Arts, Roma; Interzone Galleria, Roma. 2014 | Sala espositiva del Liceo Artistico Dosso Dossi, Ferrara; RvB Arts, Roma; Pinacoteca Civica, Museo della Musica e Circolo ARCI Kino, Pieve di Cento. 2013 | Sagrato della chiesa di San Girolamo, Ferrara; MuGa Multimedia Gallery, Roma; Spazio Senza Filtro, Bologna. 2012 | Profumeria Tatler, Bologna; La Sala della Gran Guardia, Isola d’Elba; Torrione San Giovanni, Ferrara. 2011 | Arte Fiera Off, Bologna; Profumeria Tatler, Bologna; Casa dell’Ariosto, Stellata di Bondeno. 2010 | Centro Studi Villa Dante Bighi, Copparo; Galleria Il Melone, Rovigo. 2009 | Palazzo Bellini, Comacchio. 2008 | Galleria del Carbone, Ferrara. 2005 | Torre dei Ferraresi, Camposanto.

Premi
2015 | Selezionato al Premio Arteam Cup, Venezia; Selezionato al Premio Carlo Bonatto Minella, Rivarolo Canavese; Selezionato tra i finalisti al Premio Niccolini, Ferrara. 2014 | Selezionato tra i finalisti al Premio Lissone, Lissone. 2011 | Vincitore del premio della critica Premio Basilio Cascella, Museo Civico di Arte Contemporanea Palazzo Farnese, Ortona; Vincitore del premio Un’Opera d’Arte per il 150˚ Anniversario dell’Unità d’Italia, Prefettura Ferrara, Ferrara; Selezionato tra i 14 artisti al Premio Morlotti-Imbersago, Imbersago. 2010 | Vincitore del Premio Sasyr, Castellina in Chianti. 2007 | Selezionato sul catalogo generale del Premio Celeste.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

ROSSI Transparency – GASPERINI Bronzes

Sunday, April 3rd, 2016

RvB Arts e Antiquariato Valligiano presentano TRANSPARENCY, mostra personale di Vera Rossi. Vernissage giovedì 21 e venerdì 22 aprile 2016, dalle 18 alle 22. In via delle Zoccolette 28 e via Giulia 193, Roma,
RvB Arts e Antiquariato Valligiano presentano BRONZES, mostra personale di Gianlorenzo Gasperini. Vernissage giovedì 21 e venerdì 22 aprile 2016, dalle 18 alle 22. In via delle Zoccolette 28 e via Giulia 193, Roma,

RvB Arts

RvB Arts e Antiquariato Valligiano presentano a Roma
in via delle Zoccolette e in via Giulia le mostre personali

  • Transparency – VERA ROSSI
  • Bronzes – GIANLORENZO GASPERINI

Vernissage e cocktail
giovedì 21 e venerdì 22 aprile 2016
dalle 18.00 alle 22.00

La mostra resterà aperta fino a sabato 7 maggio
orario negozio; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

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COMUNICATO STAMPA

Con una doppia personale, RvB Arts presenta le nuove opere della fotografa milanese Vera Rossi e le sculture in bronzo dell’artista romano Gianlorenzo Gasperini.

Vera Rossi svolge dal 1996 la propria attività di fotografa legata ai temi della natura e dello still life. Nelle opere presentate in questa mostra, finestre, oggetti di vetro e superfici d’acqua diventano i soggetti di un’ampia serie di fotografie di piccole e grandi dimensioni, in cui la Rossi indaga la trasparenza e la qualità riflettente di questi materiali, accentuata dall’uso del plexiglass come supporto. Emergono una serie di immagini, tratte dalla realtà quotidiana, in cui, grazie ad un gioco di specchi, il limite fra interno ed esterno diventa incerto. Un mondo rarefatto dove lo spazio prospettico e la percezione ordinaria del tempo si annullano.

Gianlorenzo Gasperini è nato a Civitavecchia nel 1967. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma dove si è specializzato in scultura. Dal 2001 al 2012 le sue opere hanno fatto parte dell’esposizione permanente dell’Opera Gallery di New York.

RvB Arts è lieta di presentare in questa mostra un gruppo di sculture in bronzo di Gasperini mai esposte insieme a Roma. Il tema dell’instabilità, ricorrente nel lavoro di questo artista, si ripropone con evidenza anche nel modo di trattare il metallo. Attraverso l’accelerazione dei processi di ossidazione tipici del bronzo, la superficie delle figure appare erosa, segnalando l’instabilità della forma e della materia non solo nello spazio ma anche nel tempo.

RvB Arts è una galleria romana che promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

Antiquariato Valligiano è una nota galleria romana che dal 1982, nella rinomata via Giulia, propone antiquariato italiano delle regioni alpine e non solo, tra cui mobili di ogni tipo e oggetti allegri e raffinati.

Different Views

Tuesday, January 12th, 2016

RvB Arts presenta la mostra collettiva Different Views. Con opere degli artisti Bato, Annalisa Fulvi, Fabio Imperiale, Charlie Masson, Arianna Matta. Vernissage e cocktail giovedì 14 gennaio 2016, dalle 18 alle 22, in via delle Zoccolette 28, a Roma

La galleria RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura
a Roma in

via delle Zoccolette 28

DIFFERENT VIEWS

con le opere di

  • Bato
  • Annalisa Fulvi
  • Fabio Imperiale
  • Charlie Masson
  • Arianna Matta

Vernissage e cocktail
giovedì 14 gennaio 2016
dalle 18:00 alle 22:00

La mostra resterà aperta fino a martedì 2 febbraio
orario negozio; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
info 06.6869505 / 335 1633518

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COMUNICATO STAMPA

DIFFERENT VIEWS è una mostra che presenta i punti di vista di cinque artisti ognuno dei quali ci porta nel proprio mondo per farci scoprire nuovi e particolari percorsi del vedere.

Dalle percezioni istantanee, essenziali e ironiche catturate dall’acuta sensibilità di Bato si passa alle ambientazioni materiche di Arianna Matta dove luoghi abbandonati sono attraversati da un flusso spazio temporale che tutto compenetra e disgrega. Sotto l’azione dello sguardo dell’artista americano Charlie Masson il paesaggio si trasforma in miraggio per dar vita a palpitanti vedute rurali e urbane. Futuristiche e irrazionali sono invece le trasformazioni urbane di Annalisa Fulvi, cantieri in cui le strutture architettoniche dovranno adeguarsi a sempre nuove esigenze, per arrivare alle psicogeografie di Fabio Imperiale dove la città e il corpo interagiscono come unico organismo.

RvB Arts è una galleria romana che promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.